Rischio criminalità a Roma e nel Lazio: presentato il primo rapporto

Presentata nei giorni scorsi la mappa del rischio criminalità 2006-2010 a Roma e nel Lazio. Il rapporto, messo a punto dall’Osservatorio regionale per la Legalità, è stato illustrato nel corso di una conferenza, presso la Sala Tevere della Giunta regionale, dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, con gli interventi dell’assessore regionale ai Rapporti con gli Enti Locali e Politiche per la sicurezza, Giuseppe Cangemi, e del presidente dell’Osservatorio regionale per la Legalità, Rosario Vitarelli. Si tratta di un lavoro complesso e dettagliato, unico nel panorama nazionale: per la prima volta si effettua una analisi comparata e approfondita dei reati relativi a cinque anni, dal 2006 al 2010.

Il rapporto, un volume di 450 pagine, analizza il dato su base regionale e successivamente prende in considerazione le cinque province del territorio laziale riportando i dati su ciascuno dei 378 Comuni del Lazio, mettendo in questo modo a disposizione di tutte le amministrazioni locali della regione uno strumento efficace per comprendere meglio la propria realtà e consentendo loro di poter opportunamente interagire con le forze dell’ordine per arginare situazioni di degrado sociale, culturale ed urbano che costituiscono l’humus entro cui prolifica la piaga dell’illegalità.

Il Rapporto è consultabile sul sito www.regione.lazio.it/osservatoriosicurezza. Il lavoro calcola l’‘indice di delittuosità’ o ‘tasso di criminalità’ delle singole realtà comunali dividendo il territorio in sei classi di rischio. Tale quoziente è il frutto del rapporto fra il numero dei delitti e l’ammontare della popolazione media degli abitanti e consente di rilevare il numero di reati commessi in un anno ogni 10mila abitanti.

Roma, dove nel 2010 c’è stato un aumento di delitti rispetto all’anno precedente del 4,9% anche se rispetto al 2006 il totale dei reati è comunque in calo del 19,3%, è nella classe di rischio più alta, come anche molti centri del litorale fra i quali Ardea e Pomezia.

Solo il territorio del Comune di Fiumicino registra un indice addirittura superiore a quello romano, a causa del ‘peso’ della presenza dell’aeroporto internazionale. Su base regionale, nell’ambito dei delitti contro la persona, si registra un calo degli omicidi volontari consumati nella nostra regione dal 2006 al 2010. Si passa, infatti, da un tasso di 0,09 omicidi ogni 10.000 abitanti allo 0,06. Gli altri tipici reati contro la persona - quali le lesioni dolose, le percosse, le ingiurie e le minacce - evidenziano un progressivo lieve aumento, nel quinquennio 2006-2010, a conferma di una tendenziale recrudescenza delle tensioni sociali e dei conflitti interpersonali. Fra i delitti contro il patrimonio, si segnala, rispetto al dato iniziale del 2006, una drastica diminuzione dei furti che rimangono, comunque, la fattispecie di reato più ricorrente.

Il dato è, in questa prospettiva, quanto mai eloquente: nel 2006 si sono registrate nel Lazio 217.946 denunce di furto (più di 403 ogni 10.000 abitanti) mentre nel 2010 le segnalazioni di questo reato sono state 165.764, con un vistoso calo di circa il 24%. Le denunce di furto nel 2010 hanno avuto un incremento in termini assoluti, rispetto al 2009, di circa il 9% (152.784 nel 2009 contro le 169.764 nel 2010); proprio l’aumento di questa specifica tipologia di reato determina, praticamente da solo, l’incremento dell’ammontare complessivo dei reati nel Lazio fra il 2009 e il 2010 (284.511 reati denunciati nel 2010 a fronte dei 274.384 reati complessivamente denunciati nel 2009).

Per quanto riguarda le rapine, si registra un calo progressivo che, dal picco del 2007 (con 5.552 segnalazioni di reato in un anno, per una media di più di 15 casi ogni giorno nel Lazio), scendono a 3.450 denunce nel 2010. Inversione di tendenza nel dato relativo alle truffe e frodi informatiche che costituiscono, comunque, una fattispecie di grande incidenza nei nuovi orizzonti tecnologici della criminalità grazie all’intensa ed ancor più raffinata attività di prevenzione operata dalle forze dell’ordine (dalle quasi 10mila del 2009 a poco più di 8mila nel 2010).

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